AurelioDiario

IL MAESTRO AGGIORNA IL BLOG OGNI VOLTA CHE LO DESIDERA.

15.2.07

GIOVEDì VIRTU': LA SOCIETA'


SENTO PERSONE CHE SI LAMENTANO PERCHE' LA SOCIETA' CI IMPONE DI ESSERE TUTTI BELLI, TUTTI MAGRI E CHE SE AD UNO GLI PIACCCIONE I CICCIONI O ESSERE CICCIONE NON VA BENE. IN REALTA' LA SOCIETA' NON CI IMPONE UN BEL NIENTE. OGNUNO E' LIBERO DI ASCOLTARE I GIUDIZI CHE PIU' GLI INTERESSANO O ANCHE NESSUNO. IL PROBLEMA E' CHE SE PER LA STRADA PASSA UN CICCIONE CI SARA' SEMPRE UN CRETINO CHE DIRA': CHE BRUTTO QUEL CICCIONE! E TUTTA L'ALTRA GENTE A CUI NON DA' FASTIDIO VEDERE UN CICCIONE NON DIRA' NULLA. NESSUNO SI METTE A DIRE GUARDA UN CICCIONE! COME E' NORMALE! LA NORMALITA' NON SI PUBBLICIZZA, COSì SENTIREMO SOLO GRIDARE I CRETINI. ALLORA NON E' LA SOCIETA', MA I CRETINI A CONDIZIONARE. ( HO FATTO L'ESEMPIO DEL CICCIONE MA AVREI POTUTO FARE QUELLA DEL GAY O DEL FRIVOLO IN GENERALE). LA VIRTU' STA NEL NON DARE RETTA AI CRETINI.

4 Comments:

At 11:22 AM, Anonymous Anonimo said...

a proposito di ciccioni e omosessuali....

http://www.clubclassic.net/pride/articolo3_ott04.html

 
At 1:20 PM, Anonymous Anonimo said...

Sinopsi dell'(Al)italia terminale
Niente di nuovo sotto il cielo italico.
Coi soldi dei privati cittadini lavoratori, salveranno, anzi “zombificheranno” a dovere l'Alitalia, la compagnia aerea di bandiera-zombie dello stato zombie.
Oltre i toni trionfalistici coi quali tutti i quotidiani italiani hanno riportato la notizia delle 11 manifestazioni di interesse per rilevare Alitalia. Il Corriere, in particolare, ha dedicato un cospicuo articolo all'offerta di Unicredit ed al manager che ne sarebbe responsabile. Lo stesso giorno, il Financial Times notava che nessuna compagnia aerea straniera ha presentato un'offerta e che rimangono un “mistero” (testuale) le ragioni per le quali alcuni gruppi finanziari, tra cui Unicredit, sono interessati a rilevare Alitalia.
Come immaginato nessuno straniero è interessato al carrozzone romano.
Saranno i fondi pensione coi soldi del TFR (come da noi abbondantemente ipotizzato) ad acquisire l'azienda, anche se il termine “azienda” è parola grossa.
Se non saranno i fondi previdenziali saranno le banche usando i soldi dei risparmiatori depositati. Denari prestati ad una qualche cordata melensa (capeggiata da un nome rigorosamente del Nord per confezionare meglio la “sola”) per fare il colpaccio.
Allo stesso identico modo che fu per la Telecom , la compagnia telefonica di stato-zombie dello stato-zombie, per dimettere la quale le banche prestarono 60MILA MILIARDI di vecchie lire ai privati per acquisire il controllo della telefonia pubblica.
Niente altro che una tassazione occulta: lo stato incassò i soldi dei cittadini depositati (e a loro insaputa) negli istituti di credito. E Telecom per saldare il debito con questi ultimi si sta rifacendo sugli utenti.
Una partita di giro, “Finanza Creativa” all'ennesima potenza, il meglio del meglio dell'italietta marocchina.
Capite perché il canone telefonico non solo non l'hanno abolito, ma aumenterà, magari reinventato come “contributo contro il riscaldamento globale” o “tassa per l'integrazione dei migranti”.
E nel frattempo il servizio, secondo voi, è migliorato?
Magari una volta privatizzata l'Alitalia verrà risanata, azzarderete voi, ingenui prigionieri del sistema italia-matrix.
Mica tanto.
Prodi ha già dichiarato che “bisogna mantenere i livelli occupazionali” e Bertinotti sancito che “deve rimanere la compagnia di bandiera”.
Non cambierà nulla.
Le perdite saranno solamente levate allo stato, e spalmate su tutti i cittadini lavoratori e/o risparmiatori.
Facciamo un poco i conti.
La compagnia aerea ha circa 20mila dipendenti (80% de quali romani) mentre compagnie di dimensioni simili ne hanno 8-10mila. La compagnia perde 51mila euro l'ora, ha una flotta di aerei vecchi e non sappiamo, vista la crisi finanziaria, quanto manutenuti.
L'Alitalia non è in alcun modo risollevabile.
In più l'azienda gravita attorno al sistema aeroportuale capitolino, tanto che Roma capitale ha deliberatamente sabotato l'hub lombardo di Malpensa 2000 (nota 1) a dispetto del fatto che il 70% di tutti i biglietti aerei staccati nell'ex belpaese sia venduto nel Settentrione. Per la Padania, oltre al danno la beffa e c'è sempre una beffa per il Nord; i cui viaggiatori che vorranno, per esempio, andare a Parigi, per fare 900 km dovranno prima farne 600 per recarsi a Fiumicino.
Credete che stiamo folleggiando?
Mica tanto, di nuovo.
Nella bozza di riforma del sistema di trasporto aereo del solito governo Prodi vi è anche la limitazione dei voli internazionali dagli aeroporti minori. Progetto definito “ridicolo” (testuale) da un portavoce di Ryanair.
Il “padoascoppiato” ministro dell'economia ha affermato che ci vorrà ancora qualche mese per la privatizzazione; giusto il tempo di sopravanzare il turno elettorale amministrativo di primavera eppoi via libera all'esproprio proletario per prorogare le hostess burine, i piloti lagnosi, pletore di “diriggenti” e manager improduttivamente strapagati ed i “miliardari di stato” alla Cimoli.
Togliere agli operai per salvaguardare delle franchigie indifendibili.
Parossismo dell'(Al)italia terminale.
Uno dei tanti.

 
At 1:42 PM, Blogger Aurelio said...

sei sempre il mio preferito, Maestro!

 
At 1:01 PM, Anonymous il primo anonimo said...

che schizofrenia!

 

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